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Ossario dei Caduti Svizzeri SAN GIULIANO MILANESE

Conservazione dell’OSSARIO

Il progetto di restauro prevedeva il recupero del manufatto, e la ricostruzione del protiro, crollato in seguito ad un sinistro. L’intervento era mirato al risanamento delle superfici esterne ed interne, alla sistemazione delle coperture e alla predisposizione del sito in vista del cinquecentenario della commemorazione della BATTAGLIA DEI GIGANTI, svolta in questi luoghi nel 1515 e conclusasi con la disfatta dell’esercito svizzero. Il report restituisce le fasi salienti dell’intervento, in particolare in merito alla ricostruzione del protiro, avvenuta utilizzando tecniche e materiali del passato.

NOTE STORICHE

Maria A. Pogliaghi
, Canto per i Caduti della
”Battaglia dei Giganti”
ricerche storiche e notizie
riguardanti i “morti di Mezzano”

Editori Daverio, Milano 1965

Non si sa con precisone quando la Cappella-Ossario è stata costruita. Scrive G.Carimati, op. già cit. “che bisogna andare per intuizione. Il Cardinale Pozzobonelli nel 1749 la rivela nella elegante forma pervenuta fino a noi, con il pronao con due colonnette di granito, sotto il quale è affrescata una Madonna col Bambino”. Di questa Cappelletta-Ossario non si fa cenno nelle visite pastorali di San Carlo Borromeo in avanti per tutto il ‘600. Il Gerosa Brichetto nella sua recente monografia “La Battaglia di Marignano” a pag. 186, per ricerche fatte nell’archivio spirituale della Curia Arcivescovile di Milano, riferisce che anche il card. Monti, che nel 1653 fa chiudere la chiesetta per il suo pessimo stato, non fa cenno dell’Ossario. Lo stesso Dottor Gerosa Brichetto mi ha reso noto che sulla mappa del catasto così detto di Maria Teresa, redatta nell’anno 1722 con somma precisione proprio nell’osteria di Mezzano, da tale don Joseph de linas, esiste solo l’oratorio di Santa Maria della Neve e della Cappelletta-Ossario non vi è traccia. Inoltre quel campo che sta fra la strada di Pedriano e quella del Vettabiolo, non portava il nome di prato dei Morti, come nelle mappe moderne. Per tanto è da credere, come suppone il Carimati ed avvalora lo stesso Gerosa Brichetto nel suo recente libro, che quelle ossa appartengono ad un ritrovamento eccezionale e allora fu costruita la Cappelletta-Ossario per degnamente conservarle; trovamento avvenuto, con ogni verosimiglianza, fra gli anni 1722 e il 1749 epoca della visita del cardinale Pozzobonelli. Sempre il Carimati scrive che “per la chiesetta di Santa Maria della Neve si deve ritenere che i Padri Conventuali di San Francesco, già dal 1485 fossero possidenti et abitanti di una parte di Mezzano (lo furono fino al 1798) e che pertanto la chiesa indispensabile per una comunità religiosa, fosse stata edificata in precedenza”. Il già citato Dottor Gerosa Brichetto in sue ricerche in corso su Mezzano, ha accertato che i Padri Conventuali di San Francesco officiavano abusivamente nell’oratorio di Santa Maria della Neve e ne introitavano le offerte, con danno del Prevosto di Melegnano, talchè nell’anno 1613 furono convenuti in un processo criminale, promosso dalla Curia Milanese e furono condannati a rilasciarlo. Evidentemente fu in conseguenza di ciò che decisero di costruirsi un proprio oratorio, ottenendone licenza dal loro Padre provinciale (6 agosto 1619 – arch. di Stato di Milano – fondo di religione). Per ulteriore esattezza giova qui ricordare che l’originario oratorio dei frati, dalla mappa del 1722, risulta in fondo al cortile Carimati e non prospicente la pubblica via dove tutt’ora esistono quelle cinque testine d’angelo che ancora ricordano la facciata dell’oratorio di Santa Elisabetta. Della chiesetta di Santa Maria della Neve se ne fa cenno nelle visite pastorali di San Carlo (1567), del Cardinale Federico Borromeo (1595). Il cardinale Pozzobonelli la trova in buone condizioni e ce ne lascia una bella e particolareggiata descrizione, ci parla di antichi dipinti (vedi Carimati op. già cit.) e ci descrive inoltre così i tre edifici religiosi esistenti a Mezzano.

LAVORAZIONI ESEGUITE

PROBLEMATICHE DI CONSERVAZIONE RISCONTRATE – SUPERFICI INTERNE

INTONACI
Presentavano deposito superficiale, mancanze e zone di alterazione cromatica soprattutto in corrispondenza delle infiltrazione provenienti dalla copertura e dall’umidità di risalita, responsabili anche del proliferare delle muffe e dell’esfoliazione a carico degli strati più superficiiali nonché della comparsa di efflorescenze saline.

Lavorazioni eseguite: accurata pulitura delle superfici con l’utilizzo di aspiratore e pennelli; rimozione delle stuccature e rifacimenti non congrui; esecuzione di integrazioni puntuali della superficie recuperata con malta appositamente formulata simile all’esistente per composizione, granulometria e colore; intonazione pittorica superficiale delle nuove stuccature; stesura a pennello di tinta ai silicati e velatura con tinte ai silicati diluite.

AFFRESCO – Pietà

Appariva in precario stato di conservazione, quasi completamente illeggibile a causa dell’alterazione cromatica della superficie, ridipinta, e alla diffusa presenza di efflorescenze saline. Il colore era pulverulento e soggetto ad esfoliazione in particolare in corrispondenza delle infiltrazioni che avevano causato la comparsa d efflorescenze saline. Una vasta caduta di colore era evidente sul manto e sull’abito della Madonna.

Lavorazioni eseguite: asportazione tramite aspirazione dei sali e delle polveri superficiali,.. pulitura delle superfici con soluzione di carbonato d’ammonio applicato ad impacco o a pennello a seconda delle zone, successivo accurato lavaggio delle superfici con acqua deionizzata per l’asportazione dello sporco solubilizzato e dei residui di lavorazione,consolidamento del film pittorico con;  integrazione delle lacune del supporto con malta di calce, sabbia e polvere di marmo; compresa la sigillatura delle cavillature presenti, ritocco pittorico eseguito ad acquarello intonando le lacune sottotono.

PAVIMENTAZIONE

La superficie della pavimentazione in cotto appariva deteriorata per l’usura e per la rsalita di umidità dal terreno. Alcune delle mattonelle erano lesionate e la malta tra le fughe era lacunosa in diversi punti.

Lavorazioni eseguite: rimozione delle mattonelle, realizzazione dl vespaio con elementi denominati igloo in grado di permettere l’aerazione dello spazio sotterraneo, posa del nuovo sottofondo realizzato con gettata in cemento armato con rete elettrosaldata.

PROBLEMATICHE DI CONSERVAZIONE RISCONTRATE – SUPERFICI ESTERNE

INTONACI

Vaste aree si presentavano particolarmente degradate a causa di infiltrazione di acque piovane, come le fasce sottogronda e la zoccolatura, dove erano evidenti efflorescenze saline, disgregazione e distacchi a carico di tutti gli strati della muratura. Le integrazioni d’intonaco eseguite in passato con malte cementizie accentuavano questi fenomeni. Inotre muffe e depositi organici animali ricoprivano la superficie in più punti.

Lavorazioni eseguite: accurata pulitura delle superfici con l’utilizzo di aspiratore e pennelli; rimozione delle stuccature e rifacimenti non congrui; esecuzione di integrazioni della superficie recuperata con malta appositamente formulata simile all’esistente per composizione, granulometria e colore; intonazione pittorica superficiale generale stesura a pennello di tinta a calce a velatura.

AFFRESCO – Madonna con Bambino

Nonostante le pessime condizioni generali dell’edificio questo dipinto aveva conservato una buona leggibilità, essendo lacunoso solo in due punti lungo la circonferenza che racchiude le figure. Ridipinture visibili sensibili al’acqua, in particolarmente evidente la ripresa della cornice esterna che è stata

Lavorazioni eseguite: rimozione dei depositi superficiali con pennelli e gomma wishab, pulitura ad acqua deionizzata e spugna , stuccatura delle lacune con malta di calce, sabbia e polvere di marmo; compresa la sigillatura delle cavillature presenti, fissaggio della pellicola pittorica con Acril ME,ritocco pittorico eseguito ad acquarello secondo la tecnica del sottotono e del rigatino.

COPERTURE

Il tetto dell’edificio era collassato in più punti e se ne è quindi resa necessaria l’intera ricostruzione a partire dalla struttura lignea interna.

Lavorazioni eseguite: L’intervento a seguito le indicazioni progettuali, in particolare è stato possibile preservare la travatura lignea primaria e rinforzare gli appoggi e gli ancoraggi delle travi. Per preservare un aspetto armonioso con il resto dell’edificio sono stati impiegati coppi di recupero identici per aspetto a quelli originali. Le opere di lattoneria realizzate ex novo permettono ora il corretto deflusso dell’acqua piovana, scongiurando possibili infiltrazioni.

PAVIMENTAZIONE

La riscoperta delle pavimentazioni originali in corrispondenza del protiro, dell’interno dell’ossario e sul retro dell’ edificio ha consentito una ricostruzione filologica dei piani di calpestio, mediante il riutilizzo di materile di recupero e del materiale originale ritrovato. I nuovi percorsi realizzati sui lati dell’edificio sono stati eseguiti in cocciopesto, un’impasto che contiene inerti macinati e legante cementizio in grado di ottenere un’effetto estetico finale in linea con i ritrovamenti.

RICOSTRUZIONE DEL PROTIRO

L’ossario si presentava all’inizio del restauro sprovvisto del protiro.

Durante la fase di scavo sono state recuperate le basi delle colonne che sorreggevano tale elemento. Gli elementi lapidei sono stati recuperati dopo il crollo e sono stati riutilizzati per l’attuale ricostruzione.

Lavorazioni eseguite: è stato eseguito uno scavo per mettere in luce le basi della struttura originale, rappresentata da due basamenti in pietra. Su queste si sono innalzate le due colonne in granito e successivamente attraverso un accurato lavoro di misurazione è stata realizzata la centina in legno che è stata usata come sagoma sopra la quale disporre i mattoni. Una volta che la struttura in muratura è stata portata a compimento si è potuta smantellare la centina e successivamente intonacare e rifinire la superficie ottenuta.

COMMITTENTE
Fondazione Pro-Marignano

IMPRESA APPALTATRICE
Restauratore EROS ZANOTTI

REALIZZAZIONE INTERVENTO
Restauratore EROS ZANOTTI

PROGETTISTA E DIRETTORE LAVORI
Dott. Arch. Roberto Spreafico

ORGANO DI TUTELA
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano
Arch. Federica Cavalleri

Project Details

Skills : Architettonico, Relazioni tecniche

© Restauratore Eros Zanotti - Iscrizione albo artigiani n°410910 - Att.ne SOA OS2A Classifica 2° n°10856AL/23/00