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Dipinti su tela VILLA REALE DI MONZA

I lavori di restauro dei dipinti su tela

L’intervento si è svolto nella cornice della villa, all’interno della quale è stato allestito di volta in volta il laboratorio di restauro, allestendo grandi piani di lavoro e cavalletti per svolgere le operazioni di pulitura, consolidamento, stuccatura, integrazione pittorica. Le tele a soffitto, mistilinee misuravano m3,5×4 e m4x5 e l’intervento a consentito di sviluppare e intraprendere tecniche di movimentazione e gestione complesse ed articolate.

Il report mostra le fasi salienti dell’intervento, mettendo l’accento sulla specificità del restauro dei dipinti su tela, svolto nel corso del recupero dell’intero edificio dall’anno 2012 all’anno 2014. Il recupero dei dipinti è durato 4 mesi.

NOTE STORICHE

VILLA REALE DI MONZA (tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Reale_di_Monza)

Maria Teresa d’Austria decise la costruzione della Villa Arciducale quando stabilì di assegnare al figlio Ferdinando d’Asburgo-Este la carica di Governatore Generale della Lombardia austriaca. La scelta di Monza fu dovuta alla salubrità dell’aria e all’amenità del paese, ma esprimeva anche un forte simbolo di legame tra Vienna e Milano, trovandosi il luogo sulla strada per la capitale imperiale.

L’incarico della costruzione, conferito nel 1777 all’architetto imperiale Giuseppe Piermarini, fu portato a termine in soli tre anni. Successivamente il giovane arciduca Ferdinando fece apportare aggiunte al complesso, sempre ad opera del Piermarini e usò la Villa come propria residenza di campagna fino all’arrivo delle armate napoleoniche nel 1796.

Eugenio di Beauharnais, nel 1805 nominato viceré del nuovo Regno d’Italia, fissò la sua residenza principale nella Villa che quindi in questa occasione assunse il nome di Villa Reale. Tra il 1806 e il 1808 per suo volere al complesso della Villa e dei suoi Giardini fu affiancato il Parco, recintato e vasto 750 ettari, destinato a tenuta agricola e riserva di caccia.

Dopo la caduta di Napoleone (1815) vi fu il ritorno degli austriaci fino alla seconda guerra di indipendenza (1859) quando la Villa Reale diventò patrimonio di Casa Savoia. La Villa fu specialmente cara al Re Umberto I che amava risiedervi e che la volle trasformata in molti ambienti dagli architetti Achille Majnoni d’Intignano e Luigi Tarantola.

Il 29 luglio 1900 Umberto I fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci mentre assisteva ad una manifestazione sportiva organizzata dalla società sportiva “Forti e Liberi”, tuttora in attività. In seguito al luttuoso evento il nuovo Re Vittorio Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere, lasciandole un senso di mausoleo e trasferendo al Quirinale gran parte degli arredi.

Nel 1934 con Regio decreto Vittorio Emanuele III fece dono di gran parte della Villa ai Comuni di Monza e di Milano, associati. Ma mantenne ancora la porzione sud con sale dell’appartamento del padre, Re Umberto I, sempre costantemente chiusi, in sua memoria. Le vicende dell’immediato dopoguerra della seconda guerra mondiale provocarono occupazioni, ulteriori spoliazioni e decadimento del monumento. Con l’avvento della Repubblica, l’ala sud è diventata patrimonio e amministrata dallo Stato. Il resto della Villa Reale è amministrata congiuntamente dai comuni di Monza e Milano.

LAVORAZIONI ESEGUITE

 FASI OPERATIVE DIPINTI SU TELA

  • Accurata spolveratura a secco sul retro mediante pennelli a setola morbida e aspirapolvere
  • Posizionamento del dipinto sottopeso, per distendere la tela, mediante apporto di umidità 
e regolare aumento del peso dal centro verso i margini.
  • Realizzazione di una struttura a rullo rotante sopra il dipinto per poter girare la tela senza 
creare piegature. Conseguente rotazione per lavorazioni sul fronte.
  • La tela prima di qualsiasi fase e della sua movimentazione era stata velinata al 
fine di proteggere la pellicola pittorica. Le veline sono state rimosse inumidendo la superficie con acqua tiepida, questa fase ha consentito una prima pulitura sfruttando la componente detergente presente nella colletta utilizzata per la velinatura.
  • Pulitura a solvente mediante miscela di solventi organici LA3/LA6 (miscela composta da acetone sciolto in white spirit: per solubilizzare la vernice alterata in maniera completa, evitando un’azione meccanica prolungata del tampone, sconsigliabile a causa dei sollevamenti presenti su tutto il dipinto. La pulitura è stata approfondita in corrispondenza delle ridipinture presenti in prossimità degli sfondi.
  • Consolidamento mediante stesura di colletta in parti 1:7 e conseguente stiratura per consentire la riattivazione e la riadesione tra gli strati profondi. Diffusamente sulla superficie e più in particolare nelle zone di ancoraggio degli allargamenti della tela, si è reso necessario un ulteriore intervento localizzato mediante iniezione sottoscaglia di una goccia di Acril 33 opportunamente diluito in acqua per fissare la pellicola puntualmente. Questa operazione è stata preceduta da un’iniezione di alcool etilico per veicolare meglio il consolidante. 
Successivamente le parti consolidate sono state sottoposte a leggera pressione mediante pesi poggiati su di un foglio di Melinex affinchè il peso non si attaccasse alla zona appena consolidata.
Localmente le scaglie sono state consolidate con termocauterio, che fissato alla temperatura di fusione dei consolidanti usati, garantiva la riattivazione dello stesso, permettendone lo spianamento ed il contemporaneo consolidamento delle parti che si sono risollevate dopo la stiratura sottovuoto.
  • La foderatura esistente non è stata rimossa in quanto si è giudicata ancora in buone condizioni conservative; è stata fatta la verifica di adesione tra le due tele (originale e da rifodero) e localmente, nelle zone che presentavano distacchi tra le due, è stato effettuato il rincollaggio con iniezioni di colletta con successiva asciugatura sotto peso.
  • Applicazione delle fasce perimetrali realizzate con tela in poliestere e adesivo Lascaux per l’adesione. L’inserimento di queste fasce in senso ortogonale rispetto alla tela originale, servirà per il successivo tensionamento quando andrà fissata nuovamente su telaio.
  • Le stuccature delle lacune sono state eseguite con lo stucco a base di colla di coniglio diluita 1:12 in acqua e gesso di Bologna a saturazione. Questo, rispetto agli altri stucchi, ha consentito una prolungata lavorabilità ed una maggiore flessibilità, necessarie soprattutto nell’imitazione di superficie. 
L’imitazione di superficie è stata ottenuta stendendo lo stucco a pennello e lavorandolo al fine di ottenere un aspetto di superficie il più vicino possibile all’originale.
  • La campionatura del ritocco ha previsto una primo passaggio ad acquerello velato e sottotono, per rimettere otticamente in equilibrio il dipinto, e per intervenire con meno passaggi d i colori a vernice. Successiva saturazione con Paraloid B 72 in varie percentuali con White Spirit. Si è ottenuta una buona omogeneità di riflesso in superficie, utilizzando la concentrazione al 15%.
  • Ritocco finale con colori a vernice disciolti in vernice finale e white spirit in parti uguali o secondo l’occorrenza. La tecnica utilizzata è quella a velatura mimetica a tono.
  • Verniciatura finale con una miscela di vernice finale lucida e opaca VRM.PAB.E01.RES.PRG.200_N. 106) in parti uguali, con un’aggiunta del 30% di White Spirit al fine di renderla più adatta alla vaporizzazione con il compressore. La miscela e la giusta diluizione hanno dato una prodotto una buona lettura dell’immagine, una buona rifrazione luminosa e un’ottima omogeneità di superficie, per garantire inoltre una protezione duratura al dipinto.

FASI OPERATIVE SOSTITUZIONE TELAIO

  • Il telaio è stato smontato dal dipinto con cava chiodi senza alcuna difficoltà. Nella foto a sinistra si vede l’operazione di smontaggio dello stesso mediante avvitatore, che è servito a togliere le viti che fissavano le piastre di ferro ormai arrugginite. Le viti compromesse dalla ruggine, sono state in alcuni casi rimosse manualmente.
  • Telaio nuovo
  • Il nuovo telaio è stato realizzato esattamente della forma dell’originale. Il materiale scelto è il multistrato per evitare il più possibile imbarcamenti e svergolamenti sulle tratte lunghe. Ci è stato consegnato dal restauratore del legno smontato per consentire una più facile movimentazione, ed è stato montato in loco, servendoci di un ponteggio distante circa 2 metri dal punto più altro della volta, dove andava collocato il quadro.
  • Montaggio del telaio.
  • I pezzi del telaio erano maschiati ed avevano quindi dei naturali incastri; ma dovendo sostenere una tela grande e dovendo stare appeso, è stato necessario fissare le parti con piastre e tensionatori al fine di garantire al telaio sostegno e solidità, ma anche minimi movimenti ed elasticità nel tempo.
  • Tensionamento del telaio e della tela.
  • L’intera struttura è stata poi ulteriormente tensionata mediante l’uso di tiranti e cavi scorrevoli, passanti per appositi aneli fissati al telaio. Questo ha consentito una tensione ottimale anche sulla tela.
  • Fissaggio nell’intradosso
  • Dopo aver riposto il dipinto nella sua sede originale mediante lunghi perni passanti, questi ultimi sono stati legati tra di loro per garantirne maggiore sicurezza ad aumentare ulteriormente la tensione, per contrastare la forza del peso che gravita sulla tela.

COMMITTENTE
Nuova Villa Reale Monza S.p.A.

RESPONSABILE DEI LAVORI
Dott. Ing. Francesco Mazzei

ORGANO DI TUTELA
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano

 

Project Details

Skills : Dipinti su tela

© Restauratore Eros Zanotti - Iscrizione albo artigiani n°410910 - Att.ne SOA OS2A Classifica 2° n°10856AL/23/00