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Controfacciata del Duomo MILANO

I lavori di restauro nel Duomo di Milano

La controfacciata realizzata principalmente in marmo di Candoglia si presentava estremamente annerita da ingenti quantità di depositi di nero fumo dovuti all’esposizione del fumo di candela e alla presenza delle aperture principali della chiesa, dalle quali le polveri sottili e lo smog presente all’esterno dell’edificio possono raggiungere la superficie lapidea.

I conci in pietra risultavano integri, senza particolari problemi se non puntuali efflorescenze saline posizionate alla sommità dell’arcata centrale, dove un’infiltrazione interessava la copertura.

Tutti i conci presentavano stuccature eseguite con resina epossidica applicata durante uno dei numerosi interventi di manutenzione della struttura risalente agli anni ’70 del ‘900. A differenza delle originarie stilature in malta, molto sottili, queste debordano sopra i conci. La materia a seguito del processo di invecchiamento è virata nel colore, sostituendo all’iniziale trasparenza un colore giallo senape che interferisce con il tono delicato del marmo. Le sigillature presentano comunque un’ottima aderenza al supporto, tanto che la loro rimozione avrebbe provocato danni alla superficie lapidea. Solo in alcuni punti erano riscontrabili delle creste sollevate.

Le occasionali ricostruzioni di frammenti di pietra del paramento o dei particolari decorativi erano anch’esse in resina e presentavano quindi gli stessi fenomeni di degrado descritti sopra.

Diverse firme eseguite a grafite sono state rinvenute sia all’interno che all’esterno della balconata centrale e sulle due statue monumentali poste ai lati.

Il granito rosa utilizzato per i portali risultava avere le stesse problematiche del marmo, perlopiù legate all’interferenza cromatica delle sigillature.

I basamenti e i capitelli delle colonne, realizzati in marmo nero, apparivano ingrigiti e presentavano alcune rotture.

Link: http://www.duomomilano.it/it/article/2014/03/14/duomo-lantico-splendore-torna-alla-luce/78c11094-8ded-4815-862a-aff4aed5fa7f/

NOTE STORICHE

Uno sguardo alla controfacciata mette in evidenza la sua architettura composta da moduli monumentali manieristici, e le otto vetrate che, a partire da destra verso sinistra, rappresentano: “Il Martirio di S. Tecla(1860); “S. Ambrogio eletto vescovo (1855) e, sopra, “la Chiesa” (1955); “la Vergine Assunta” (1854) e, sopra, (La Trinità” (1955); “S. Carlo Borromeo vende il principato d’Oria (1855) e, sopra “La Sinagoga” (1955); “S. Michele Arcangelo” (1858). In corrispondenza della seconda campata, a sinistra, il battistero, classico tempietto eseguito dal Pellegrini.

La facciata è stata l’ultima parte della cattedrale a essere costruita. Fu iniziata agli albori del XVII sec. da Francesco Maria Richini e a questo progetto risalgono i cinque portali e le quattro finestre minori. I lavori, però, vennero sospesi attorno al 1630 per l’estraneità di questa architettura rispetto al Gotico del Duomo. Il cantiere riprese nel 1807, secondo il progetto di Carlo Amati e Giuseppe Zanoja. Il suo completamento avvenne solo a metà Ottocento quando, terminata la finestra neoclassica, nel 1827, si decise di chiuderla superiormente con una colossale testa leonina e con una scritta dedicatoria che verrà collocata nella cornice del balcone centrale.

LAVORAZIONI ESEGUITE

Accurata spolveratura di tutte le superfici con aspiratori e pennelli per rimuovere i depositi superficiali, estrazione dei sali solubili realizzata con impacco di polpa di cellulosa e acqua deionizzata fino a completa asciugatura della superficie.

La pulitura del paramento murario è stata effettuata con soluzione gelificata a base di carbonato d’ammonio, appositamente formulata, applicata a pennello e rimossa tramite spazzolatura con spazzole in nylon e spugna che ha permesso di rimuovere in modo controllato lo sporco depositato, anche di natura grassa Successivamente un leggero passaggio effettuato con macchinari ad aria compressa a bassa pressione (microaeroabrasione ad umido) ha permesso di perfezionare la pulitura ed ottenere un risultato più omogeneo e morbido.

Le scritte eseguite a grafite sono state adeguatamente documentate fotograficamente prima della loro rimozione a conclusione della pulitura per lasciarne testimonianza.

Le statue in marmo di Candoglia, le vetrate dell’ordine superiore e i basamenti delle colonne sono stati puliti mediante impacco di soluzione satura di carbonato d’ammonio e polpa di cellulosa, con tempi di posa variabili tra 10 e 40 minuti. Dopo la rimozione la superficie è stata spazzolata e lavata accuratamente con acqua deionizzata.

Le superfici in granito sono state pulite con con lo stesso gel utilizzato per il paramento in marmo secondo la metodologia applicativa già menzionata sopra.

Gli elementi in marmo nero sono stati puliti con il gel e successivamente protetti con cera microcristallina applicata a pennello e tirata a tampone.

La stuccatura delle piccole mancanze è stata effettuata con malta a base di calce idraulica ed inerti di diversa granulometria e colore ad imitazione della superficie oggetto d’intervento.

L’equilibratura cromatica è stata eseguita ponendosi l’obiettivo di restituire la corretta lettura dell’insieme. Si è così optato per un ritocco mimetico delle sigillature virate, intonandole una per una con le diverse sfumature dei conci e ricreando l’aspetto delle stilature originali, con dei sottili filetti chiari.

Il tutto è stato realizzato con colori ai silicati per interni, inalterabili nel tempo, applicati a pennello e spugna.

Le lettere in bronzo che compongono le iscrizioni sopra il portale maggiore sono state trattate con pulitore specifico per metalli e la patina dorata integrata con oro in cera.

COMMITTENTE
Veneranda Fabbrica del Duomo

RELAZIONE TECNICA FINALE DI RESTAURO
Restauratore Eros Zanotti

DIRETTORE LAVORI
Dott. Ing. Benigno Visconti Morlin

ORGANO DI TUTELA
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano
Dott. Arch. Giovanni Battista Sannazzaro

Project Details

Skills : Sculture in pietra

© Restauratore Eros Zanotti - Iscrizione albo artigiani n°410910 - Att.ne SOA OS2A Classifica 2° n°10856AL/23/00