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Facciata di San Francesco di Paola MILANO

Il recupero dei prospetti della Chiesa di San Francesco di Paola

L’intervento si è concentrato sul recupero, del carattere tardo ottocentesco dell’edificio (così come progettato dall’Ing. Emilio Alemagna nel 1889), e lo ha fatto recuperando le finiture presenti sotto gli strati che sono stati aggiunti nel corso del restauro del 1993: lo strato di ridipintura ambrato delle paraste è stato rimosso per recuperare il colore dell’impasto del cemento decorativo (tono rosato intenso), lo strato ad intonachino con tinta verdastra degli sfondati è stato rimosso per recuperare lo strato di intonachino bianco liscio ed omogeneo occultato dall’intervento precedente.

I primi saggi eseguiti sulle campiture d’intonaco, all’inizio dei lavori, rivelavano la presenza di uno strato di tonachino molto chiaro e dalla superficie liscia, testimonianza di una finitura pregiata, che durante i lavori è stato totalmente recuperato ed integrato nelle parti mancanti.

Le modanature in pietra interessate principalmente da depositi di polvere e sostanze grasse sono state ripulite, stuccate e protette con prodotti idrorepellenti. Infatti, i primi test eseguiti a campione sulle statue, sulle cornici modanate e sui capitelli, mediante un lavaggio con detergente e spazzolini, mostravano il vero aspetto cromatico del materiale lapideo, caratterizzato da gradazioni di colore che esaltano i particolari architettonici.

L’intervento di restauro a consentito di riscoprire i colori e le finiture originali ottocentesche, caratterizzate da contrasti cromatici ben marcati dove le linee architettoniche hanno riconquistato la naturale profondità.

NOTE STORICHE

Chiesa di S. Francesco di Paola: La facciata (a cura di dott. Arch. Sonia Sganzerla)

Nel 1825, avendo privilegiato il completamento degli interni, la chiesa si affacciava su Corso di Porta Nuova, con il prospetto incompleto, come testimoniato alla metà del sec XVIII da un disegno di Marc’Antonio Dal Re. La Fabbriceria responsabile della manutenzione della chiesa e di tutti i suoi beni, decise di affidare l’incarico del progetto della facciata all’architetto Carlo Amati, illustre membro della Fabbriceria stessa e della Commissione di Pubblico Ornato (vedi “Documentazione dell’Ornato Fabbriche dell’Archivio storico civico”). L’architetto presentò un progetto in forme neoclassiche, con antistante pronao tetrastilo che insisteva, in parte, sul sedime stradale, occupato fino al 1822 (vedi disegno di Marc’Antonio DalRe) da un’imponente gradinata d’accesso che il Comune aveva fatto ridurre per allargare Strada Nuova.

Proprio la sporgenza della facciata fu causa della bocciatura del progetto da parte della Congregazione Municipale. Il progetto subì varie vicende e venne più volte modificato; nel 1839 la Commissione d’Ornato lo approvò ma fu commentato negativamente da Carlo Cattaneo. Egli nel suo “Politecnico” del 1839 scriveva: “S.Francesco barocco ha il raro pregio dell’unità. (…) Potrebbe credersi che in una città dove tale perdizione (quella del gusto di un barocco aggiornato sotto il nome della “Renaissance” del rococò e di Luigi XIV) trova tanti zelanti, non potesse più nascere allo stesso momento il pensiero di appiccicare una facciata spietatamente classica proprio alla chiesa spietatamente barocca di S.Francesco, l’unico luogo dove l’architettura borrominesca avrebbe ragione e diritto di starsene in pace…” Forse il commento negativo del Cattaneo influenzò gli illustri membri del Consiglio Comunale che bocciò il progetto esponendo, però, la motivazione del pronao troppo sporgente.

Solo nel 1873 la facciata tornò d’attualità: il progetto dell’ing. Giuseppe Balzaretto, che prevedeva il completamento della parte di facciata già in opera con elementi del tutto coerenti con l’esistente, ottenne tutte le approvazioni ma non fu realizzato. (vedi “Documentazione dell’Ornato Fabbriche

dell’Archivio storico civico”).

Nel 1889 un generoso legato della contessa Teresa della Somaglia e le copiose oblazioni dei parrocchiani per festeggiare le nozze d’oro sacerdotali del prevosto Don Stefano Sormani, consentirono di realizzare l’opera su progetto affidato all’ architetto nob. Emilio Alemagna, il quale

ne seguì anche la direzione dei lavori. La proposta dell’ing. Alemagna prevede di lasciare inalterata la facciata settecentesca e interviene solo sulla parte alta eliminando elementi del fregio e spostandone altri rispetto al progetto approvato nel 1873. Nella parte bassa i battenti dei tre ingressi sono stati realizzati su suo progetto. Presentato il progetto in Comune nel 1889, la Commissione Igienico Edilizia esprime parere favorevole ma suggerisce alla Giunta Municipale di proporre alla Parrocchia un ulteriore arretramento della gradinata per rendere più agevole la viabilità.

Nel 1890 fu raggiunto un accordo per la riduzione che prevedeva anche un indennizzo di 500 £ alla Fabbriceria. I lavori della facciata si conclusero alla fine del 1891. La facciata subì almeno tre interventi di riqualificazione. Il primo nel 1933, durante il quale vennero riprese le tinteggiature. Il secondo nel 1963: oltre alla tinteggiatura, furono consolidate alcune parti pericolanti dei cornicioni e anche delle statue.

COMMITTENTE
Parrocchia di S. Francesco di Paola

IMPRESA APPALTATRICE
Restauratore EROS ZANOTTI

REALIZZAZIONE INTERVENTO
Restauratore EROS ZANOTTI

PROGETTISTA E DIRETTORE LAVORI
Dott. Arch. Sonia Sganzerla

ORGANO DI TUTELA
Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano

 

Project Details

Skills : Architettonico, Sculture in pietra

© Restauratore Eros Zanotti - Iscrizione albo artigiani n°410910 - Att.ne SOA OS2A Classifica 2° n°10856AL/23/00