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San Francesco di Paola MILANO – inizio lavori

LAVORAZIONI ESEGUITE

INTONACI PIANO DI FONDO e modanature in cemento decorativo

Le paraste, le cornici e il piano di fondo presentavano ampie ridipinture, deposito superficiale, mancanze, zone di alterazione cromatica (soprattutto ove vi erano reintegrazioni delle superfici);. Alcune aree presentavano distacco dal supporto murario. Alcune aree si presentavano particolarmente degradate a causa di infiltrazione di acque piovane. Qui le patologie riscontrate consistevano in efflorescenze saline, alterazione cromatica e distacco dello strato pittorico e dello strato d’intonaco. Il ciclo di lavorazioni eseguite è stato il seguente: Ricognizione puntuale di tutte le superfici per l’individuazione, mediante battitura a mano, delle zone di distacco dal supporto murario; il consolidamento in profondità per mezzo di iniezioni; rimozione della pittura e del tonachino esistente per mezzo di applicazione a pennello di apposito solvente; accurato lavaggio delle superfici con l’utilizzo di acqua; accurata rimozione delle stuccature e rifacimenti; esecuzione di integrazioni puntuali della superficie recuperata con malta appositamente formulata simile all’esistente per composizione, granulometria e colore e posa di apposita rete di sostegno portaintonaco; intonazione pittorica superficiale delle nuove stuccature; stesura a pennello di Tinteggio a velatura a base di silicati.

MATERIALE LAPIDEO e cemento decorativo

Erano presenti depositi superficiali, fenomeni di disgregazione, croste nere in alcune porzioni di sottosquadro delle cornici. La zoccolatura presentava anche alterazione cromatica dovuta all’ossidazione del materiale e al rimbalzo e colatura delle acque piovane o, per l’interno a causa di umidità di risalita capillare e conseguente efflorescenza e cristallizzazione dei sali.

Erano presenti depositi superficiali, fenomeni di erosione e disgregazione soprattutto delle porzioni particolarmente esposte, fratture, mancanze e croste nere in alcune porzioni di sottosquadro.

Le lavorazioni eseguite per il restauro del materiale lapideo sono state la seguenti: pulitura di superfici con detergente; accurato lavaggio delle superfici con l’utilizzo di acqua;  rimozione delle stuccature staccate e loro rifacimento con malta di calce, sabbia e polvere di marmo; compresa la sigillatura delle fratture presenti, Applicazione di consolidante, equilibratura cromatica, applicazione di idrorepellente, rifinitura della pulitura con microaeroabrasione.

ELEMENTI METALLICI

Ferro e bronzo – Gli elementi presentavano le seguenti patologie: depositi superficiali, ossidazione, mancanze nella finitura e ridipintura con smalti di natura sintetica di colore nero, mancanza di piccole parti. Le operazioni di recupero si sono concentrate nella pulitura delle superfici con detergente, passivazione con fertan e trattamento superficiale protettivo eseguito con incral ed applicazione di cera microcristallina.

Eliminazione delle presenze organiche e dei depositi mediamente tenaci con impacchi di biocida e tensioattivo sulle superfici in pietra e intonaci, previa rimozione meccanica a mezzo di spatole e pennelli a setole rigide, se non sufficientemente rimosso dal precedente trattamento di spazzolatura; la rimozione delle muffe, muschi e licheni è avvenuta mediante l’applicazione di una soluzione acquosa di benzaclonio al 1-2%; il trattamento è stato ripetuto, per la completa eliminazione degli agenti infestanti; è stato necessario verificarne l’efficacia dopo un periodo di almeno 15-20 gg. e comunque prima dei successivi interventi di consolidamento e protezione;. L’intervento è stato completato mediante il risciacquo finale con acqua deionizzata a mezzo di spruzzini e spugne.

Trattamento di pulitura per la rimozione dello scialbo cromatico e delle concrezioni presenti sul materiale lapideo

Trattamento di pulitura per la rimozione di depositi superficiali coerenti, concrezioni spesse ed eventuali croste nere, tramite vortice d’aria elicoidale con microabrasivo ad acqua a bassa pressione, tipo “sistema Jos”. Sono stati impiegati sistemi ad aria compressa a bassa pressione (0.5- 1 bar) e ugelli di vario diametro (mm 2 – 3). La superficie interessata è stata irrorata da un aerosol di acqua deionizzata nebulizzata mista ad inerti selezionati. Le pressioni di esercizio non hanno superato 1.5 bar all’ugello.

Consolidamento della strato d’intonaco la riadesione ed il fissaggio dello strato al supporto è stato realizzato tramite l’applicazione di silicato d’etile a pennello, vendo cura di proteggere le superfici non soggette al consolidamento. Al fine di procedere con l’applicazione del ciclo pittorico ai silicati, è stato applicato un fondo fissativo incolore ai silicati, a pennello al fine di preparare le superfici ripulite e stuccate al successivo strato di pittura.

Ristabilimento localizzato della coesione delle porzioni d’intonaco in distacco, è stato realizzato mediante iniezione a mezzo siringhe, di una malta a calce idraulica naturale esente da sali solubili ed aggregato fine selezionato, con caratteristiche affini a quelle dell’intonaco esistente, addittivata con resine acriliche in base al grado di pericolosità del distacco.

Reintegrazione delle mancanze con malta di calce idraulica naturale esente da sali solubili, con aggregato selezionato per ottenere un impasto il più possibile affine alle malte esistenti, come definite dalle analisi preliminari, opportunamente campionata prima dell’intervento; le porzioni reintegrate sono state realizzate sul filo ed in continuità all’intonaco esistente.

Stuccatura di porzioni lapidee interessate da fenomeni di mancanza profonda tramite applicazione di malta a calce idraulica naturale con aggregato selezionato al fine di riprendere la cromia della pietra esistente attraverso l’utilizzo di polveri e sabbie di marmi colorati. Le operazioni di stuccatura non sono intese in ottica ricostruttiva ma quale intervento atto a sanare punti di possibile innesco del degrado, fessurazioni e infiltrazioni d’acqua e particolato atmosferico.

Tinteggiatura delle superfici mediante applicazione di pittura a calce a pennello, mediante sovrapposizione di stesure di colore a velatura, al fine di ottenere un effetto estetico affine all’originale, calibrando i toni e alternando gli strati pittorici in modo da ricreare patine ed effetti tipici degli intonaci antichi.

Trattamento protettivo eseguito con prodotto idrorepellente a base silossanica applicato a spruzzo dopo la completa asciugatura dei supporti ed in contesti operativi privi di polvere e vento forte. L’applicazione del protettivo ha interessato le superfici in materiale lapideo.

Project Details

Skills : Progettazione

© Restauratore Eros Zanotti - Iscrizione albo artigiani n°410910 - Att.ne SOA OS2A Classifica 2° n°10856AL/23/00